ARTICOLI DEI SOCI

 

Evoluzione delle specie e selezione naturale

Un po’ di storia.

Nel 1809 fu pubblicata per la prima volta una teoria evoluzionistica ad opera del cavaliere di Lamarck. Egli fece scalpore e fu criticato duramente, in quanto affermò che: “gli individui di una specie subiscono continuamente modificazioni delle strutture in risposta a particolari esigenze imposte loro dalle condizioni ambientali. Così alcuni organi, si sviluppano sensibilmente, se vengono utilizzati frequentemente, altri si atrofizzano (scompaiono) quando perdono il loro significato biologico (non ne hanno più bisogno). Gli individui sono in grado di trasmettere ai loro discendenti questi caratteri acquisiti. La giraffa da semplice gazzella primitiva, si è adattata nel corso dei millenni a brucare le foglie degli alberi aumentando gradualmente la lunghezza del collo e della lingua”.

Il concetto moderno di evoluzione è legato all’inglese Charles Darwin, di cui tutti noi ne abbiamo sentito parlare. Egli enunciò le sue idee nel libro “L’origine delle specie” edito nel 1859 dopo circa 25 anni di ricerche ed osservazioni girando in lungo e in largo il nostro Pianeta.

Grazie a tutti gli anni dedicati a questo tema, Darwin elaboro una vera e propria teoria sull’evoluzionismo basata su tre principi fondamentali:

1) La specie non è una unità immutabile ma soggetta a variazioni;

2) L’evoluzione dei viventi è determinata dall’azione della selezione naturale,

che favorisce, nella lotta per l’esistenza, gli individui più adatti al loro

ambiente;

3)Le modificazioni vantaggiose si trasmettono da una generazione all’altra.

Darwin però fu attaccato duramente dagli altri naturalisti dell’epoca perché non riuscì a dimostrare come si tramandavano questi caratteri da generazione in generazione, all’epoca non c’erano le conoscenze genetiche per farlo. Fu infatti Mendel il primo a fissare una vera e propria legge sulla trasmissione dei caratteri semplici tramite gli esperimenti con le piante di pisello. Non voglio addentrarmi nelle leggi di Mendel in quanto credo che la maggior parte di noi allevatori ne sia a conoscenza.

 

L’evoluzionismo e la selezione naturale di Darwin applicate all’ornicoltura.

“Gli individui capaci di variare anche di poco in un modo qualsiasi, utile nelle complesse e talvolta variabili condizioni di vita, avranno una più alta probabilità di sopravvivere e saranno perciò favoriti nella selezione naturale.”

Charles Darwin.

Leggendo attentamente questa affermazione, deduciamo che solo gli individui che si evolvono in una certa direzione riusciranno a sopravvivere e a riprodursi.

Nei nostri allevamenti, avvengono due selezioni, una naturale e una che effettuiamo noi stessi allontanando quei soggetti che “non allevano”, “non copulano”, “sono atipici”, “non cantano”, “non vedono bene” etc…

La selezione naturale nei nostri allevamenti è minima perché oggi siamo diventati tutti dei medici ornicoltori, cioè ricerchiamo assiduamente quei farmaci (spesso ad uso umano), che vogliamo per forza di cose somministrare ai nostri uccelli per fare in modo che anche chi non è in grado di sopravvivere lo faccia lo stesso. Se ci mettiamo un po’ alla ricerca di quegli allevamenti vecchio stampo dove non sono mai stati somministrati medicinali, vedremo che gli uccelli sono tutti in salute e vigorosi. Dobbiamo lasciare che la natura faccia il suo corso anche nei nostri allevamenti, non adoperando antibiotici o altri medicinali  infatti, sopravvivranno tutti quei soggetti che hanno sviluppato gli anticorpi adatti alla malattia che vogliamo curare e li trasmetteranno alla loro prole.

Per quanto riguarda l’evoluzione, nel nostro campo è stata un po’ anomala, perché noi ci siamo messi al posto della natura facendo riprodurre quei soggetti che hanno determinate qualità che piacciono a noi ma che agli individui stessi non portano alcun vantaggio selettivo.

Se per ipotesi liberiamo tutti i canarini dei nostri allevamenti, quelli che sopravvivranno saranno certamente quelli più simili al tipo ancestrale (canarini di colore neri e bruni) e i primi a sopperire saranno quelle razze spinte verso una selezione avvenuta per la mano dell’uomo (gibber italicus, gibboso, Arricciati pesanti etc..)

Un altro grande dilemma di noi allevatori è l’utilizzo o meno della caseina. Seguendo le teorie evoluzioniste, se in un ceppo viene utilizzata sempre la caseina come unica fonte proteica, prima o poi per sopperire alle carenze proteiche, gli individui potrebbero essere costretti a sviluppare gli enzimi adatti all’assimilazione della stessa e quindi sopravvivere.

Conclusioni.

Da un paio di anni a questa parte, cioè da quando mi diletto nella lettura di testi scientifici, mi sono convinto a non utilizzare più nel mio allevamento i farmaci, ma soltanto semi di ottima qualità, buoni pastoncini, un po’ di ortica e un antibiotico naturale a base di origano appositamente creato per i nostri uccelli. Quello che riesco a risparmiare non acquistando farmaci, lo investo nell’acquisto di prodotti biologici e di alta qualità. La differenza si inizia a vedere!

Mi auguro che il testo sia stato gradito. Buon allevamento a tutti!!!

Testo di:

Andrea Ranaldi UM34

 

 

IL GIALLO MOSAICO NEI MELANINICI

 

Cari allevatori, siamo ormai giunti ad un livello altissimo di selezione dei canarini di colore. Ormai c’è la necessita di classificare e differenziare al meglio le varie tipologie di canarini melaninici.A mio avviso, dove bisogna fare più chiarezza è la categoria mosaico, che ancora rimane un'unica voce sia per i maschi che per le femmine. Questa categoria è quella in cui si esprimono al meglio le qualità melaniniche dei soggetti, perché la colorazione lipocromica, comunque presente, si limita alle zone di elezione (mascherina o ciliare, spalline, petto e codione). In questo modo, si evidenzia la bellezza del disegno in tutte le sue diversità e tipicità.Grazie a questa peculiarità, nel mosaico si nota in modo evidente la diversità fenotipica tra soggetti di sesso diverso, non solo per la carica lipocromica nelle zone di elezione, ma anche per quanto riguarda il mantello. Infatti nei melaninici l’eumelanina, e soprattutto la feomelanina si esprimono in modo diverso a seconda del sesso.
Vorrei, di seguito, senza troppe pretese elencarvi le differenze più evidenti nei vari tipi riconosciuti dalla FOI, riferendomi naturalmente a soggetti di buon livello.

- Nero: questo tipo, è caratterizzato dalla massima ossidazione delle melanine, sono ammesse tracce di feomelanina esclusivamente sui bordi di remiganti e timoniere. Questo tipo di colorazione si raggiunge in modo ottimale nei maschi, dove il nero è quasi totale. Nelle femmine, permane inesorabilmente la feomelanina, che si evidenzia non solo nelle remiganti e timoniere, ma anche leggermente nei lati delle penne del dorso. Nei mosaico, tutto ciò è palese, perché non essendoci un lipocromo su tutto il mantello, la feo si vede in maniera evidente. Quindi da ciò scaturisce che le femmine nero mosaico sono di livello più basso rispetto ai maschi.

Potete notare in questa coppia di nero rosso mosaico (foto prelevata da un sito tedesco) che il maschio (a sinistra) presenta un fondo del mantello più chiaro e grigiastro, mentre nella femmina (a destra) il fondo appare più feomelaninico.

- Bruno: il canarino bruno, deve avere la massima espressione dell’eumelanina bruna nel disegno, mentre la feo, è presente ai lati di penne e piume. Nei soggetti di sesso maschile, il fondo, oltre che il disegno, sono di un bruno scuro evidente, mentre nelle femmine il fondo è più chiaro per la presenza abbondante della feo. Secondo i criteri di giudizio, avremo dei maschi ottimi, mentre le femmine saranno scarse perché non raggiungono la carica melaninica richiesta. Come già detto precedentemente, nella categoria mosaico, questa diversità è evidente.

 

- Agata: il canarino agata è semplicemente un nero diluito, quindi presenta il disegno sottile ed interrotto e soprattutto la scomparsa di feomelanina. Nei maschi mosaico, a mio avviso tra i più belli fra i canarini di colore, si raggiunge un mantello con tonalità nera del disegno e grigio perla nei lati di penne e piume. Nelle femmine, ai lati delle penne e delle piume si manifesta facilmente la feomelanina. Comunque, nei canarini agata, dove si è raggiunto il top della selezione, la diversità tra i sessi, non è problematica come nei tipi precedentemente osservati.

In questa coppia di agata rosso mosaico, il maschio (a destra), presenta un disegno tipico, spezzettato e grigio scuro con fondo grigio perla. La femmina (a sinistra), denota un disegno con tonalità feomelaniniche, cioè un lieve tono di marrone, evidenziato anche nelle guance.

 

- Isabella: Negli isabella, bruno diluito, sono presenti un disegno tipo agata di color nocciola su fondo chiaro. In questo tipo di canarini, si manifestano l’eumelanina bruna e la feomelanina ridotte. A causa dei colori molto chiari del mantello, negli isabella mosaico si nota una leggera differenza tra i sessi appena percettibile. Nelle femmine il mantello è di una leggerissima tonalità giallognola, dovuta alla quantità di feomelanina.

Particolare attenzione adesso vorrei darla a due tipi diluiti, dove è veramente il caso di fare chiarezza e distinzione: nero opale e bruno opale.

- Nero Opale: il fattore opale, riduce fortemente la feomelanina e qualitativamente l’eumelanina. Da ciò avremo un disegno come il tipo base ma di color grigio azzurrino di forte tonalità su fondo chiaro, la feomelanina non deve manifestarsi. I maschi saranno ottimi e tipici, le femmine, ancora una volta avranno un effetto azzurrino di minore qualità, dovuta alla leggera ma inevitabile presenza di feomelanina.

- Bruno Opale: il bruno opale, subisce le riduzioni sopra citate, ma mantiene il disegno del tipo base anche se più leggero e di tonalità grigio azzurrina. In questi canarini, la tonalità è più leggera e morbida rispetto ai neri opale, quindi nei migliori maschi, avremo la perfetta colorazione grigio azzurrina, mentre nelle femmine, al 95%, il disegno sarà color beige con soffusioni feomelaniniche su tutto il mantello. Da tutto questo ne scaturisce che tra i due sessi c’è una diversità eccessiva, che tra i mosaico si evidenzia a causa del mantello senza lipocromo totale.

Ho fatto queste osservazioni perché penso che molti allevatori di canarini di colore, come me, sarebbero molto grati alla FOI se un giorno deciderà di dividere in due categorie distinte i melaninici mosaico. In attesa di quel giorno tanto agoniato, continueremo ad allevare i nostri canarini colorati cercando di selezionare ancora e ancora, per arrivare ad ottenere delle femmine con le caratteristiche dei maschi.

 

 

 

Andrea Ranaldi

UM34

 

 

La stagione cove si avvia alla fine e come in tutte le cose, anche per questa
possiamo tracciarne un bilancio.
Ovviamente non tutti hanno terminato,anzi ci sono allevatori che proprio in
questo periodo si ritrovano nel pieno della frenetica ma piacevole,faticosa ma
ricca di soddisfazione,deludente ma ancora di piu'speranzosa attivita' di
custodia o meglio di salvaguardia spasmotica dei propri preziosi allevamenti.
Infatti e' proprio ora che cominciano le "fatiche" piu' dure.
Il numero dei soggetti e' elevato per cui maggiori sono le ispezioni
giornaliere per fornire loro cibo ed acqua fresca in abbondanza;comincia il
periodo delle pulizie ancor piu' accurate dei locali e delle attrezzature che
di giorno in giorno si riempiono di piume dovute a quel ricambio naturale
qual'e' la muta;si comincia ad allenare e quindi a "stancare" la vista per
cercare di inquadrare da subito i soggetti che presentano caratteristiche
idonee per una eventuale partecipazione a mostre ornitologiche piu' o meno
importanti.
E che soddisfazione ma soprattutto che felicita' quando si notano soggetti che
rispecchiano a nostro parere, gli standard;la mente solo per un momento si
allontana dai canoni usuali e percorre di gia' la strada che porta a questa o a
quella mostra, a Reggio Emilia, ai campionati italiani e perche' no, ai
mondiali!!!!!!!!
Ma quando ci svegliamo ci rendiamo conto che tanto deve essere ancora fatto
per arrivare al traguardo!
Sicuramente bisognera' togliere del tempo alla famiglia,che sappiamo bene che
non sempre accetta o condivide la nostra grande passione.
Ma e' pur vero invece che ci sono tante mogli, mariti, fidanzate-i, figli e
figlie che sacrificano anche parte delle ferie o vacanze o comunque della vita
quotidiana per aiutare a portare avanti questo hobby.
Forza ragazzi, mettiamocela tutta perche' sappiamo piu' o meno tutti cosa vuol
dire essere iscritto nel registro dei vincitori o avere riconoscenze per una
vittoria tanto ambita in ambito di una competizione ornitologica.
Teniamo duro come purtroppo ci stiamo abituando in questi tempi"duri" che alla
fine ogni nostro sforzo verra' ripagato nel migliore dei modi




Riccardo Courrier (IL SEGRETARIO)

 

 

Finalmente ci siamo!!!!!!!


La nuova stagione cove sta  per iniziare, e come sempre le aspettative sono
tante.
E' innegabile che la speranza di ottenere soggetti in grado di rispecchiare
gli standard e' tanta e tangibile.
Si osserva ogni soggetto,ogni gabbia, tutti i registri per ricavarne le
informazioni necessarie ed utili per gli accoppiamenti, le varie coppie che si
sono assortite, la loro affinita'; si controlla se quel maschio vada bene
oppure no, se le caratteristiche genetiche rispecchino le linee selettive, ma
soprattutto se i nostri amati siano in salute.
Gia'!!!!! Capita a tutti di entrare in allevamento e "sbottare" nel vedere
quel soggetto pregiato, che il giorno prima abbiamo lasciato in salute,
appollaiato sul fondo della gabbia.E' proprio in queste spiacevoli circostanze
che il mondo sembra crollarci addosso.
Ma non ci arrendiamo perche',come si dice, domani e' un'altro giorno.La nostra
inesauribile passione ci fa guardare avanti con immutata fiducia affinche' il
nostro lavoro-hobby possa regalarci soddisfazioni sempre piu' appaganti.
E poi, ecco la prima femmina che comincia a trasportare materiale per la
costruzione del nido, i primi cinguetii di affiatamento, i primi litigi.....
Tutto pero' fa parte del gioco, e la mente fantastica speranzosa proiettata
gia' a Reggio Emilia, a Parma, e all'attesa dei giorni precedenti e alla,
speriamo, gioia dei giorni immediatamente successivi.
Buona stagione cove a tutti.


Riccardo Courrier

 


Viaggio a Porto


Non sono bastati 3500 km di distanza per frenare il solito gruppo di amici
appassionati ornicoltori, che il 22-01-2010 si sono recati in Portogallo per
visitare il Campionato Mondiale di ornitologia.
Tanta era la voglia di esserci che non ci siamo preoccupati di niente e
nessuno.
Il viaggio e' stato abbastanza tranquillo ma molto costruttivo perche' abbiamo
incontrato altri appassionati con i quali;gioco forza, ci siamo relazionati e
scambiato opinioni, idee, e consigli.
Forti anche della passata esperienza di Piacenza 2009, dove lusinghieri sono
stati per noi i risultati, abbiamo dedicato molto tempo all'osservazione di
tutti i soggetti esposti per i quali la nostra attenzione era maggiore,e in
particolare i canarini di colore.
Personalmente mi sono dedicato ai soggetti melaninici, vista la mia smoderata
passione per i bruni e neri. Ottimi soggetti anche se in alcuni casi la
preferenza e' stata indirizzata verso canarini che non hanno raggiunto il
podio.
Per non parlare degli agata.........Ho visto soggetti veramente incredibili.
Gli occhi mi brillavano nel vedere cosi tanti campioni e il pensiero andava
inevitabilmente alla imminente nuova stagione cove quasi in arrivo.
Basti pensare che mentre i miei amici si sono allontanati dal padiglione fiera
per pranzare, io sono rimasto girando instancabilmente tra i pannelli
espositivi fino a quando la stanchezza mi ha portato a sedermi per terra in un
punto poco trafficato.Quanti canarini, quanti campioni, quante speranze, quanti
pensieri animati da una sana e tranquilla invidia!
In hotel non si e' parlato d'altro:impressioni,bellezza,tipicita' ,
grandiosita', perplessita',ma comunque tutti convinti del nostro lavoro alla
ricerca del massimo per i nostri modesti ma preziosi allevamenti.
Sono stati tre giorni stupendi anche perche' non immaginavo di incontrare in
terre cosi lontane dalla nostra, tanti amici italiani.
E' stata un'esperienza straordinaria che almeno una volta tutti dovrebbero
provare.
La nuova stagione cove e' quasi iniziata.Speriamo di ottenere canarini che al
prossimo Mondiale in Francia possano ben figurare
. E perche' no, vincere.

 

Riccardo Courrier